Alimentazione anti-aging


ALIMENTAZIONE ANTIAGING: RIEQUILIBRARE IL pH PER COMBATTERE L’INVECCHIAMENTO

A causare l’invecchiamento del nostro corpo, non è solo il tempo che passa. Un’errata alimentazione, abitudini comportamentali aggressivi contro il nostro organismo (per esempio, il fumo o l’alcool) o un’insufficiente ossigenazione attraverso il respiro facilitano l’accumulo di piccole sostanze chimiche chiamate “Ioni Idrogeno” che contribuiscono all’invecchiamento del nostro corpo. Il nostro organismo non è in grado di rimuovere gli ioni idrogeno in eccesso e questo si trasforma in “acidosi corporea” che possiamo definire un “inquinamento” di cui non sempre si è consapevoli, ma che può dare segnali attraverso l’invecchiamento precoce dell’organismo. Più un corpo è acido, più tende a invecchiare. L’effetto si ripercuote anche sull’aspetto della pelle: la cute, infatti, è lo specchio che svela se una persona ha un eccesso di ioni idrogeno nei tessuti e negli organi. 
 

Cosa fare per conoscere la nostra acidità corporea?

Per conoscere se l’organismo ha in atto un inquinamento acido, basta un semplice esame dell’urina. Potete misurare il pH anche a casa vostra acquistando in farmacia piccole striscioline di carta reattiva con degradazione di colori, da immergere nell’urina, oppure attraverso l’utilizzo di un pH-metro, piccolo strumento capace di fornire l’esatto valore di pH. Il grado di acidità e di alcalinità viene misurato su una scala che va da 0 a 14; la neutralità è posizionata a metà ( pH 7). Da 0 a 7 = acido, da 7 a 14 = alcalino. Il valore deve essere superiore a 6. Se minore di 5 significa che il vostro organismo si trova in uno stato di acidosi. Purtroppo, in presenza di un’acidità corporea eccessiva le fibre di collagene si danneggiano, l’efficienza circolatoria diminuisce ed aumenta di conseguenza la predisposizione verso condizioni di ritenzione idrica e processi infiammatori. Anche il sistema endocrino risente dell’ambiente acido: si riduce la sensibilità insulinica e si promuove la produzione di cortisolo. Per concludere, un pH acido non aiuta i processi di dimagrimento, ma tende alla conservazione di massa grassa, alla riduzione di quella magra, a rallentare il metabolismo e ad aumentare l’appetito. Questi processi potrebbero accentuarsi con l’allenamento. Sia nell’uomo che nella donna, l’attività fisica intensa produce acido lattico, che comporta un ulteriore abbassamento del pH ematico. E’ proprio per questo motivo che, se ci troviamo già in presenza di cellulite, ristagno dei liquidi e/o sofferenza al microcircolo, si preferiscono metodiche di allenamento non troppo intense. In secondo luogo, anche l’alimentazione iperproteica – tende a diminuire il pH attraverso l’aumentato apporto di aminoacidi. In tale circostanza il tessuto grasso tende a rilasciare acidi grassi liberi, anch’essi responsabili dell’abbassamento del pH ematico. 
 

CONSIGLI: Come contrastare e prevenire l’acidosi corporea? 

Per contrastare l’acidosi corporea va scelta un’alimentazione che blocchi gli ioni idrogeno e sia in grado di tamponarne l’eccesso. 
L’acidità corporea varia nel corso della giornata! E’ molto alta nella mattina dopo il lungo digiuno notturno. E' un errore saltare la prima colazione, perché si rischia che l’acidità corporea notturna si prolunghi nella giornata con effetti degenerativi sulle cellule.  Va quindi scelta un’alimentazione tamponante.
La bevanda della colazione è il latte parzialmente scremato, accompagnato da cereali integrali e miele per il loro potere alcalinizzante. Nello spuntino della mattina è indicata una spremuta fresca di arancia o di pompelmo per tamponare l’acidità molto attiva nella mattina. La spremuta di agrumi contiene minerali e acido citrico assai utile per controllare il pH corporeo. Il centrifugato va preparato e bevuto all’istante per minimizzare i fenomeni ossidativi su alimenti che presentano ampie superfici esposte all’aria. Vasta è la scelta dei cibi ma un classico, sia per gusto sia per capacità alcalinizzanti, è il centrifugato di mela e carote (nella proporzione di circa una mela per tre carote).
Le porzioni di vegetali, meglio se crudi, prima del pranzo  e della cena sono a porzione libera. L’acqua ricca di calcio e di magnesio può contribuire al controllo del pH corporeo, bere almeno dieci bicchieri di acqua durante la giornata.
Tutta la frutta e la verdura hanno quindi una valida ed efficace azione contro l’acidità tissutale. In pratica per ogni alimento acidificante se ne scelgono quattro di tipo alcalinizzante (rapporto 1:4). In certi casi l’applicazione rigorosa di questa regola, soprattutto quando si tratta di donne che praticano l’allenamento con i pesi, che desiderano raggiungere un buon tono muscolare ed una bassa percentuale di grasso, potrebbe risultare in un apporto proteico inferiore rispetto al fabbisogno reale. In questi casi si può aumentare l’assunzione di proteine, ma bilanciandola con frutta e verdura aggiuntive. Esistono anche validi integratori alcalinizzanti che si sono dimostrati utili nel ripristinare l’equilibrio acido-base. Inoltre è utile bere molta acqua, anche questa “alcalinizzante”, osservando le etichette delle acque che acquistate, alla voce pH che dev’essere superiore a 7.